Galaxy Note 9 senza sensore di impronte digitali integrato nel display

Galaxy Note 9 potrebbe non essere equipaggiato con una delle tecnologie più attese dai consumatori: il sensore di impronte digitali integrato nel display. La notizia arriva dalla testata sudcoreana The Bell, la quale riporta alcune dichiarazioni interessanti provenienti da fonti interne molti vicine a Samsung, da tempo impegnata nello sviluppo di questo tipo di sensore.

Stando a quanto dichiarato dalla testata, Samsung ha recentemente fermato i piani di integrazione del sensore di impronte digitali nel display di Galaxy Note 9 per via delle tempistiche ristrette che la separano dalla produzione in massa dei primi pannelli dedicati al top di gamma autunnale, che dovrebbe prendere il via a giugno. Questo porterà all’implementazione di un classico sensore posteriore, collocato in una posizione simile a quella che vedremo sui prossimi Galaxy S9 e Galaxy S9+. I dettagli emersi suggeriscono che la casa sudcoreana avrebbe avuto bisogno di altri 4 mesi, oltre a quelli già pianificati, per poter migliorare il sensore, così ha deciso di posticiparne nuovamente il debutto.

Samsung Electronics sta lavorando da ormai due anni allo sviluppo di questa tecnologia, collaborando con un vasto numero di partner. Tra questi vengono segnalati Qualcomm, IGES TEC, Beyond Eye e Synaptics, tuttavia non tutte le società coinvolte sono destinate a diventare fornitori Samsung. Pare infatti che la casa sudcoreana abbia, anno dopo anno, ristretto la cerchia dei potenziali partner che potranno fornire questo genere di sensori per i prossimi smartphone Samsung, pur continuando a lavorare con tutti gli attori coinvolti con fini esclusivamente di ricerca.

Al momento i sensori di impronte digitali integrati nel display si dividono in tre categorie, quelli capacitivi, quelli ottici e a ultrasuoni. Tutti presentano vantaggi e svantaggi che li rendono ancora delle soluzioni di transizione e poco affidabili. La miglior tecnologia sembra essere quella ad ultrasuoni, la quale non è soggetta ad usura, non risente dell’interferenza del display per la lettura dell’impronta e permette di essere integrata con maggior facilità. I suoi punti deboli riguardano l’elevato costo di produzione e lo scarso rendimento delle attuali filiere produttive, fatto che la rende una tecnologia estremamente antieconomica.

Per quanto riguarda i sensori capacitivi, invece, la loro precisione viene notevolmente ridotta dal fatto di trovarsi al di sotto della superficie dello schermo, inoltre risultano essere particolarmente soggetti all’usura, anche se la loro implementazione è relativamente semplice. Passando ai sensori di impronte digitali ottici, invece, è difficile renderli trasparenti e presentano anch’essi una bassa precisione, data dal fatto di dover leggere i dati dell’impronta filtrati da una superficie semitrasparente.

Secondo un dirigente di una delle società coinvolte nella filiera produttiva, al momento non ci sono tecnologie realmente efficaci, tuttavia Samsung sarà in grado di proporle entro il prossimo anno. Galaxy Note 9 potrebbe quindi essere l’ultimo dispositivo della casa coreana a integrare un sensore di impronte digitali dedicato e sarà solo nel 2019 che potremmo vedere la concretizzazione di tutti gli sforzi svolti da Samsung nel corso di questi ultimi anni.

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